La programmazione

PINOCCHIO PERSONAGGIO RICCO DI EMOZIONE


Il programma annuale ( U.D.A.) prende in considerazione tre aspetti fondamentali dello sviluppo evolutivo del bambino: il corpo, la relazione e la creatività. La narrazione ( PINOCCHIO )  oltre a favorire lo sviluppo delle funzioni linguistico –cognitive ha anche un’altra straordinaria funzione: possono aiutare i bambini e i ragazzi a riconoscere e a dare un nome alle emozioni vissute, a costruire un vocabolario per parlare dei sentimenti e a illustrare i diversi modi in cui le persone reagiscono, ad esempio, all’ira, alla paura e alla tristezza… Nella fiaba, nei grandi romanzi della letteratura, nel teatro, nel cinema “il contatto con emozioni raccontate o rappresentate da altri, non implicando il diretto coinvolgimento, permette di acquisire una molteplicità di informazioni relative alle varie esperienze emozionali, ai possibili modi di viverle ed esprimerle, alla possibilità stessa di elaborarle e renderle – nonostante la sofferenza che implicano – produttive e arricchenti sul piano esistenziale.

IL BAMBINO E IL SUO CORPO

 

Il bambino che gioca affina le sue qualità psichiche perché nelle attività ludiche egli orienta le sue azioni verso una determinata finalizzazione o verso campi dominati dalla fantasia creativa. Si genera un maggior impegno dell’intelligenza, dell’attenzione, del pensiero e della volontà, il che concorre a migliorare tali qualità della mente. Il bambino, poi, nell’esplicazione del gioco collettivo (il gioco è incompleto e carente se non è collettivo) trova nei compagni una rispondenza che nasce dalle affinità fisiche e psichiche. I giochi, oltre a migliorare la struttura fisiologica del bambino, perfezionano la psicomotricità e naturalmente, assieme al sistema nervoso motore, interessano anche il sistema muscolare e quello articolare. E’ così che i giochi, nella loro multiforme varietà, coltivano, affinano e perfezionano le qualità dominanti quali sono di volta in volta la velocità, la coordinazione, la prontezza, la destrezza, l’abilità, i riflessi, la resistenza, le dissociazioni, ecc… Si può affermare che il gioco è un grande mezzo ortogenetico e auxologico, cioè un mezzo per favorire la normale crescita dei ragazzi. Sotto il profilo pedagogico esso è scuola di creatività e di formazione ai valori. Nel gioco il bambino produce, esprime e applica qualcosa di assolutamente personale, qualcosa di continuamente nuovo, che manifesta con la sua notorietà, il suo animo, il suo sentire, il suo lavoro costruttivo, la sua personalità.


                                                              IO persona IO  CORPO


  • IDENTITA’ CORPOREA: costruzione dello schema corporeo sede dell’io
  • MOTRICITA’: espressione e comunicazione attraverso l’esplorazione della realtà
  • UGUAGLIANZA E DIVERSITA’: interazione con gli altri
  • COMUNICAZIONE ED ESPRESSIONE: piacere del movimento


Il bambino e le emozioni


Il teatro svolge un ruolo molto importante nella relazione, in quanto il suo è un linguaggio alla portata di tutti è uno spazio in cui raccontare se stessi facendo finta di far parlare altri, quindi uno spazio in cui far emergere i propri vissuti, giocando con loro, sentendo il sostegno e la forza dell’immedesimarsi in qualcun altro. Il piacere di nascondersi per poi ricomparire o la paura di nascondersi e non ricomparire più sono sensazioni che costituiscono una tra le strade più semplici per provare il gusto dello stupore. Sono sensazioni che richiamano alla mente emozioni molto forti ed intense.


IL TEATRO SERVE PER:


  • Aumentare l’immaginazione, in futuro avere capacità di previsione, di anticipazione, di essere empatici, di adattarsi a nuove situazioni.

  • Sviluppare il senso di sé e dimostrare il controllo sugli oggetti (tramite la manipolazione); sul proprio corpo e sul movimento; sull’ambiente.

  • Rivivere in un contesto “scarico” sensazioni ed emozioni passate

  • Organizzare ed utilizzare le informazioni che si possiedono

  • Ampliare vocabolario, toni ed espressioni

  • L’interpretare tanti personaggi è la base per lo sviluppo e la comprensione dell’empatia, imparare ad essere più a proprio agio in situazioni potenzialmente nuove, perchè già sperimentate.

  • Sviluppare l’autocontrollo, trasformare la noia in divertimento, gestire il tempo libero

  • Esplorare cose nuove, imitare facce, parole e gesti

  • Osservare persone e situazioni in modo attento

  • Sviluppare lo spirito di iniziativa

                                                              IO persona IO EMOZIONE


  • SENSO DI SE’: coscienza di se’ e degli altri
  • EMOTIVO: superare il conflitto-autocontrollo
  • IMMAGINARIO: gioco simbolico
  • COMUNICAZIONE: voce-corpo-segni: molteplicità dei linguaggi




Il bambino e la musica


Fare musica si colloca tra le attività che permettono al bambino di rendere proprie una pluralità di competenze da sfruttare successivamente nel mondo, anche se non strettamente legate all’ambito musicale. Piaget, infatti, per esempio, sottolinea come il bambino necessiti di fare esperienze che rendano duttile la sua intuizione e gli facilitino le associazioni, affinché possa, in un secondo momento, sperimentare da solo, nella realtà in cui direttamente vive. L’attività musicale permette, allora, di fare maggiore conoscenza del mondo che ci circonda, ma anche di sperimentare forme diverse di movimento del corpo legate alla percezione ritmica, di venire stimolati nella fantasia ed immaginazione, di produrre autonomamente un proprio ritmo o una melodia, di socializzare nel gruppo, di esprimersi e comunicare liberamente. Per i bambini, è essenziale partire dall’esperienza concreta che si ha del mondo per arrivare ad apprendere e consolidare le realtà apprese. Già Rosa Agazzi sosteneva l’importanza nell’attività musicale di iniziare dall’analisi di un suono, rumore o ritmo tipici di un luogo fisico di vita del bambino per la viva e reale conoscenza sviluppate da questo per la realtà. Tali stimoli, infatti, sviluppano le capacità percettive e affinano le varie modalità sensoriali che il bambino possiede. Importantissimo risulterà anche il legame tra musica e creatività, il quale lascerà, in alcune occasioni, lo spazio di libertà d’espressione e di comunicazione delle emozioni connesse proprio alle attività e agli stimoli vissuti.


                                                            IO persona IO SUONO

  • SENSIBILITA’ MUSICALE
  • COMPRENSIONE: il ritmo attraverso semplici analisi
  • CODIFICAZIONE E DECODIFICAZIONE: dal suono al gesto motorio
  • ESPRESSIONE: emotiva


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